Il mio bambino parla male: serve il logopedista?

 

Il tuo bambino parla male o non parla affatto? Pronuncia male alcune letterine? Cosa fare e quando rivolgersi ad uno specialista.


Ogni bambino acquisisce il linguaggio in tempi e modi diversi. Esiste però un percorso comune le cui tappe si succedono con un ritmo simile. Tra i 6 e i 9 mesi il bambino inizia a comunicare con gesti, vocalizzi e attraverso la lallazione, una produzione che consiste nella ripetizione continua di sillabe [ba-ba-ba], [ma-ma-ma]. Attorno ai 12 mesi inizia a produrre le prime paroline. Questa fase segna il passaggio dalla comunicazione gestuale e vocale pre-linguistica al linguaggio vero e proprio, il vocabolario inizia ad ampliarsi fino ad arrivare ad una media di 50 paroline tra i 14 e 16 mesi, periodo in cui inizia il vero “boom del linguaggio”, il bambino impara circa 5 parole a settimana ed iniziano le prime combinazioni. Attorno ai 24 mesi il bambino dovrebbe saper dire almeno un centinaio di parole.

Ovviamente ogni bambino ha la sua variabilità, ma questo indicatore di “100 parole” dovrebbe essere un campanello d’allarme. Questo non vuol dire che il bambino avrà sicuramente un disturbo specifico del linguaggio (DSL), ma potrebbe rientrare in quella categoria di bambini chiamati Late Talkers (parlatori tardivi), bambini che a 2 anni usano poche parole o non le combinano tra loro. Solitamente però, nei parlatori tardivi, il linguaggio esplode con l’inserimento nell’asilo, che da un forte stimolo al bambino, e si normalizza entro i 36 mesi. In questo periodo è comunque consigliabile monitorare il linguaggio, attraverso dei counseling logopedici, in cui il Logopedista aiuterà i genitori a diventare “facilitatori del linguaggio”, attraverso atteggiamenti corretti da tenere con il bambino e atteggiamenti da evitare per non peggiorare la situazione.

 

Se dopo l'inserimento nell'asilo non migliora?

Se con l’inserimento nell’asilo non cambia nulla, o il linguaggio evolve molto lentamente, allora bisogna intervenire rivolgendosi ad un logopedista per iniziare un training, perché potrebbe avere un disturbo del linguaggio.

“Questo vuol dire che il mio bambino ha minori abilità rispetto agli altri?”. Assolutamente no. Il Disturbo Specifico del Linguaggio viene appunto detto “specifico” proprio perché non è associato o causato ad altri disturbi evolutivi. I bambini con disturbo specifico del linguaggio non hanno un deficit intellettivo, un disturbo di attenzione, un problema comportamentale o neurologico. “L’unica area rallentata è quella della parola!”

“Perché è importante non aspettare e rivolgersi precocemente ad un logopedista?” Se non si interviene precocemente sul linguaggio, il bambino può soffrire dei disagi a livello scolastico, avere frustrazioni perché non viene capito fino ad avere comportamenti oppositivi o di evitamento. Inoltre un Disturbo Specifico del Linguaggio non riconosciuto e non trattato, ha un’alta probabilità di sfociare in un Disturbo Specifico dell’Apprendimento, come la dislessia e la disortografia, anomalie nelle relazioni interpersonali e disturbi evolutivi e comportamentali (ICD10).

 

Indicatori da tenere sott'occhio

  • Di seguito sono riportati degli indicatori di rischio, la cui presenza è un campanello d’allarme:- Difficoltà nel comprendere frasi e ordini complessi.
  • - Linguaggio incomprensibile per la presenza di pochi suoni
  • - Semplificazioni delle strutture sillabiche, come omissioni di sillabe (telefono->tefono), oppure inversioni di sillabe (topo->poto)
  • - Vocabolario ridotto (inferiore a 50 parole attorno ai 2 anni d’età)
  • - Assenza di combinazione di parole (piccole frasi) ai 30 mesi d’età.

 

Dott.sa Debora

Tel: 3473566996


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