Come parlare in pubblico: 3 suggerimenti

Parlare in pubblico è una situazione che quasi tutti devono affrontare prima o poi: a scuola, all'università, a lavoro, ecc. E' una situazione che può mettere in crisi persone normalissime e valide: in ragione di una paura di un possibile giudizio sociale, molti evitano di parlare in pubblico, oppure accade che dopo una cattiva performance qualcuno ci rimanga male e si deprima.

Questo perché parlare davanti ad un pubblico, in un contesto formale, richiede all'essere umano un'azione innaturale dal punto di vista psicologico e relazionale, ossia quella di parlare davanti ad altre persone avendo però la sensazione di non parlare a nessuno!

Può sembrare paradossale, dato che davanti non abbiamo una, ma molte persone. In realtà la situazione "parlare con qualcuno" è soggetta a determinate caratteristiche, che di solito ci fanno sentire a nostro agio: ci sintonizziamo su segnali di ritorno (feed-back) che l'altro ci manda mentre ci ascolta: lo sguardo, la gestualità non-verbale, le risposte verbali. Tutti riscontri che ci aiutano a sentirci fluidi e naturali nel proseguire a parlare.

 

Perché non sappiamo parlare in pubblico

Questa fondamentale qualità del dialogo "a quattr'occhi" salta completamente nella situazione del dialogo ad un pubblico, e fa saltare anche la nostra tranquillità, fluidità e naturalezza. Capita così che succedano cose disturbanti per un oratore, dove le più diffuse sono:

- segnali corporei: eccessiva sudorazione, tremori (del corpo, della voce), secchezza delle fauci

- segnali verbali: balbuzie, destabilizzazione del tono della voce, disorganizzazione (si perde il "filo del discorso")

- segnali cognitivi: concentrazione labile e vuoti di memoria

Questi eventi sono del tutto normali in una situazione di forte stress, come quello che sentiamo nell'esposizione sociale implicata dal parlare in pubblico.

 

3 indicazioni per parlare in pubblico

Per essere pratico e concreto, vi presento 3 indicazioni da tenere presente per provare a ridimensionare l'ansia e a “funzionare” meglio:
1) iniziate con una battuta sulla vostra emozione: all'inizio del vostro discorso, potete pure "confessare" di essere emozionati. Non è un alibi, né una brutta figura; non necessariamente dobbiamo ammettere che siamo emozionati per la paura di sbagliare, l'emozione potrebbe essere anche motivata dall'importanza che l'evento ha per noi. Una formula efficace potrebbe essere:
"devo ammettere che sono molto emozionato nel prendere parte a questo convegno, perchè credo molto in quello che rappresenta per questa città... ecc..."
oppure:
"devo confessare che sono un po' emozionato, perchè questo progetto è stato molto importante per questa Associazione... ecc...".
Dichiarando la nostra emozione, alleggeriamo l'effetto psicologico che ha su di noi, e se la sentiamo un po' meno possiamo essere più sciolti e più fluidi.

2) Raccontate aneddoti o esperienze: parlare in pubblico rientra in quelle azioni che per riuscire bene hanno bisogno di fluidità e spontaneità. Quando un musicista suona il suo strumento, o uno sportivo esegue un gesto atletico, non possono "pensare" (e quindi controllare) quello che stanno facendo, perché si incepperebbero, dato che un eccessivo controllo è nemico di ogni performance. Nel caso specifico del parlare ad un uditorio, fluidità e spontaneità arrivano con il tempo, quando la familiarità e l'allenamento ci portano ad abituarci a questo tipo di esperienza.Per aiutarci un po', le prime volte possiamo predisporre il nostro intervento mettendoci degli aneddoti pertinenti, raccontando alcune nostre esperienze o comunque delle piccole storie. La memoria narrativa è più semplice da rievocare, rispetto a quella relativa a contenuti tecnici: se raccontare storie è più semplice (le barzellette le sanno raccontare anche i bambini), usiamo questa cosa a nostro favore, mettendoci a nostro agio e costruendo nella nostra esposizione momenti più facili da gestire, e che ci possono far sentire più competenti.

3) gestite lo sguardo: abbiamo parlato dell'importanza del non-verbale nel parlare: postura, tono di voce e altro ancora sono importanti da gestire nelle relazioni. E' un livello molto tecnico ed evoluto, impossibile da trattare in maniera esaustiva in questa sede. Impostare lo sguardo è comunque importante per non dare l'impressione di essere in preda al terrore. Può essere d'aiuto individuare alcune persone fra il pubblico, magari quelle che a pelle ci sembrano più "simpatiche" o "benevole", e guardarle negli occhi mentre parliamo, spostando lo sguardo di tanto in tanto. Questo può darci quell'ancoraggio visivo che aiuta a rendere più fluido il nostro modo di parlare, perchè parlare al vuoto, come detto prima, è un’azione innaturale che ci risulta difficile.
Questi accorgimenti possono aiutare nell'immediato a gestire l'ansia da esposizione, e con il tempo possono aumentare il senso di sicurezza e fluidità che servono per parlare bene in pubblico.

 

Dr. Daniele Boscaro, psicologo e psicoterapeuta


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