Mobility management

Mobility management alla lettera vuol dire "gestione della mobilità" e per mobilità si intende quella veicolare, ovvero il bisogno di spostarsi da un posto all'altro, utilizzando di solito un qualche mezzo di trasporto. Oggi il bisogno di mobilità e le abitudini a spostarci sempre con un mezzo privato si traducono nel problema del traffico urbano ed extraurbano, nei lenti tempi di spostamento, nella produzione di gas inquinanti, nella bassa qualità della vita e nello stress quotidiano.

Nel 1998 viene introdotta in Italia la figura del Mobility Manager aziendale e del Mobility Manager d’area, il primo con la funzione di pianificare gli spostamenti del personale di aziende con più di 300 dipendenti o più di 800 dipendenti distribuiti su più sedi, il secondo con la funzione di coordinare le politiche aziendali con le politiche territoriali.

Lo scopo della Mobility Management consiste nel supportare e incoraggiare un cambiamento negli atteggiamenti e nel comportamento rispetto a modalità di trasporto alternative (Dorfer, 2004).

L’uso di verbi moderati come ‘supportare e incoraggiare’ è dovuto più al carattere ancora acerbo di un settore appena nato, la Mobility Management, con ancora tutto da dimostrare, piuttosto che all’obiettivo esplicitato nel D.M. “Ronchi” (adeguamento alle direttive del Protocollo di Kyoto, diminuzione dei livelli di emanazione dei gas inquinanti, diminuzione dell’uso degli autoveicoli privati).

Attualmente i Mobility Manager sono professionisti sensibili al tema della mobilità sostenibile, provenienti dai più svariati percorsi formativi, dall’ingegneria all’economia, dalla giurisprudenza alla sociologia, non esistendo al momento titoli professionalizzanti. Il più delle volte, in special modo per quanto riguarda gli incarichi pubblici di Mobility Manager d’Area, si tratta di normali dipendenti aggiudicatari di un nuovo incarico.

‘Pianificazione’ e ‘ottimizzazione’ degli spostamenti sono al momento le parole chiave del lavoro del mobility manager. Di norma, si interviene nelle aziende somministrando preliminarmente un questionario con cui si rilevano le abitudini di spostamento, le ragioni dell’abitudine e la disponibilità ad entrare nella pianificazione aziendale, successivamente si integrano i dati attraverso un software e si propone ai dipendenti una modalità di spostamento alternativa, solitamente basata sul Car Pooling.

Eppure essere esperti di pianificazione oggi non basta poichè l'uso del mezzo di trasporto sfugge alla possibilità di essere studiato, è imprevedibile e segue logiche inafferrabili per chi non è esperto di fenomeni sociali.

Oggi si rende necessario per il Mobility Manager diventare esperto dei processi di cambiamento nella scelta del mezzo di trasporto, ovvero conoscere e comprendere quali sono i processi psicologici che sottendono l'acquisto e l'uso di un mezzo di trasporto, e avere gli strumenti concettuali per agire efficacemente ed efficientemente per la riduzione dell'uso delle auto private o dei veicoli inquinanti. Ottenere tale competenza vuol dire affrontare un impegnativo percorso di formazione sulla psicologia dei processi di scelta del mezzo di trasporto, che Mente Interattiva propone ad associazioni, enti pubblici e privati, a psicologi e sociologi.


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