Psicologia del Traffico

Recentemente la psicologia ha trovato un nuovo campo di applicazione e competenza denominato Psicologia del traffico. La psicologia del traffico si occupa di studiare gli aspetti cognitivi, percettivi e attentivi della persona alla guida; di migliorare l'ergonomicità della segnaletica e degli strumenti per la guida; di approfondire i processi di mantenimento e cambiamento della scelta del mezzo di trasporto, etc.

Il Centro di Psicologia e Benessere Mente Interattiva lavora tenendo corsi di formazione a favore di psicologi, mobility manager, amministratori pubblici o privati, associazioni di promozione dell'uso della bici, associazioni di promozione del cambiamento, enti o persone che vogliano migliorare l'efficacia e l'efficienza delle proprie iniziative e dei propri progetti; ideando e realizzando direttamente progetti a favore di scuole (piedibus, bicibus, micro mobility management, etc.) o altri enti pubblici e privati; .

Il traffico, l'uomo alla guida, la sicurezza stradale, il rapporto uomo-macchina (auto, http://www.menteinterattiva.it, aerei, etc.) e uomo-ambiente sono campi in cui la psicologia può e deve dare il proprio contributo secondo le proprie conoscenze e le proprie competenze.

Sebbene si costruiscano macchine sempre più sofisticate e tecnologiche per rendere più sicura la guida, è sempre l'uomo il solo protagonista; è l'uomo l'unico attore che mette in atto il comportamento alla guida, un comportamento sempre dotato di senso e intenzionalità, l'unico in grado di leggere un contesto, quello stradale, sempre dotato di significato e di interagire con esso, nella percezione e nella valutazione delle regole e dei rischi.

La psicologia del traffico sostiene, ma deve farlo con maggiore adeguatezza, la progettazione di tecnologie che devono adattarsi all'uomo, in sinergia con l'ingegneria, per aumentare il grado di intuitività degli strumenti. L'obiettivo primario è quello della sicurezza alla guida.

Inoltre il dialogo con l'ingegneria continua sul fronte delle infrastrutture, le quali hanno il potere di rappresentare dei mastodontici dixit per il comportamento alla guida, in quanto le semiotiche degli spazi, degli arredi e delle infrastrutture comunicano e prescrivono per decenni o secoli il comportamento alla guida.

Ma che cos'è il comportamento alla guida? Si tratta primariamente di un'unità di analisi ad uso della psicologia; ma si tratta anche di una speranza, quella del legislatore, che periodicamente cerca di darsi una spiegazione al nefasto fenomeno degli incidenti stradali, prima causa di morte tra i giovani, per poi mettere in pratica manovre legislative tampone più o meno adeguate.

Esiste poi una cultura del traffico, un buon o mal costume, che varia di stato in stato, di città in città, che favorisce la messa in atto di comportamenti sicuri o pericolosi, che ci invita a riflessioni sulla necessità di riflessioni territorio-specifici, o età specifici.

E per concludere, l'evidenza ci mostra come l'uso dell'automobile privata abbia portato conseguenze pericolose dal punto di vista sanitario e ambientale: la psicologia del traffico ha gli strumenti per intervenire a pieno titolo nelle cosiddette azioni soft della mobility management.

Sono attivi corsi di formazione su diversi temi: la psicologia del traffico, l'educazione alla sicurezza stradale e alla mobilità sostenibile, la progettazione di programmi di intervento.


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