Anorgasmia femminile

Si parla di anorgasmia quando non si riesce a raggiungere l'orgasmo in seguito a stimolazione. Questa intima situazione è piuttosto diffusa tra le donne, con più o meno consapevolezza personale.

Infatti capita che il mondo della sessualità femminile appaia misterioso e sconosciuto anche alle donne stesse che non sempre sono consapevoli di alcuni aspetti psichici e fisiologici che possono giocare un ruolo fondamentale nella risposta orgasmica o nel semplice piacere sessuale.

Ciò accade probabilmente perchè per molto tempo parlare di sessualità femminile e di ciò che riguardava il piacere legato a precise zone del corpo non è stata una cosa molto comune, nè in ambito scientifico nè tentomeno nei dialoghi quotidiani. Ingenuamente nel passato si riteneva che il piacere sessuale femminile, non avendo un aspetto così spiccatamente volto alla procreazione, fosse di secondaria importanza rispetto all'orgasmo maschile o più precisamente all'aspetto eiaculatorio, indispensabile per la procreazione. Ora le cose sono cambiate o perlomeno stanno rapidamente cambiando. La soddisfazione della donna nel rapporto sessuale svolge un ruolo di pari importanza rispetto a quella maschile nel benessere non solo della donna ma anche dell'intera coppia.

 

Anorgasmia parziale, totale, assoluta e relativa

Alcune classificazioni distinguono tra diverse forme di anorgasmia: una riferita solo all'orgasmo vaginale (anorgasmia parziale); e una che coinvolge anche l’orgasmo clitorideo (anorgasmia totale).

L’anorgasmia viene inoltre definita relativa quando l’orgasmo è irraggiungibile solo in presenza di un partner (o di uno specifico partner) ma non nella masturbazione (o con altri partner); mentre si definisce assoluta quando l’orgasmo è assente anche nella masturbazione o con qualsiasi partner.

 

Come viene vissuta

Quest’incapacità di raggiungere un orgasmo o di provare piacere viene spesso vissuta con ansia e imbarazzo, la donna può non sentirsi all’altezza del proprio partner o viceversa questo disagio genera nel compagno uno stato di ansia e di inadeguatezza per l’incapacità di portare la propria compagna all’orgasmo. Questa situazione non fa altro che aggravare la situazione rendendo frustrante un rapporto che per natura dovrebbe essere caratterizzato da sfumature di piacere e complicità. Spesso si finisce per trasformare il letto in un laboratorio di prova delle proprie funzionalità, perdendo il contatto con gli aspetti dell'intimo scambio di piaceri.

 

Cosa fare?

Sicuramente aver maturato nel tempo una buona conoscenza del proprio corpo può portare vantaggi rispetto soprattutto agli aspetti che riguardano la percezione del tutto personale del proprio piacere. Imparare quindi a conoscere se stesse può essere in alcuni casi il primo passo. In questo senso, l’autoerotismo e la masturbazione consentono di iniziare a conoscere meglio il proprio corpo, le sue reazioni e la sua capacità di dare e ricevere piacere.

Può capitare però che certi meccanismi si siano ormai inceppati e che le proprie soluzioni non diano risultati. In questo caso, è raccomandabile rivolgersi ad un professionista per parlare serenamente della propria sessualità e dei propri modi di viverla.

La sessualità è una sfera talmente piacevole e di tale complicità che vale la pena viverla in modo spensierato e sublime.


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