I sensi

In ogni istante siamo immersi in un'infinità di sensazioni, stimoli e percezioni che investono i nostri organi di senso e ci permettono di vivere all’interno di un mondo suggestivo e affascinante.

Comunemente, ci è stato insegnato che i sensi di cui disponiamo sono cinque: vista, tatto, olfatto, gusto e udito; con i loro corrispettivi cinque organi di senso. Attraverso essi noi regoliamo le nostre conoscenze e creiamo la nostra quotidianità. Ma i sensi ci permettono di conoscere tutto?

Gli organi di senso ci permettono di fare esperienza del mondo, ci permettono di riconoscere ciò che può essere potenzialmente pericoloso o dannoso, ci rendono un esperienza meravigliosa o terrificante, ma ciò che percepiamo è solo una delle infinite possibili percezioni di quello che in realtà ci circonda.

A livello fisiologico gli organi di senso sono delle strutture in grado di rispondere a stimoli di varia natura provenienti dall’ambiente esterno o interno all’organismo generando degli impulsi che vengono trasmessi ai centri nervosi. Più precisamente ogni organo specifico risponde solamente agli stimoli che rientrano in una precisa gamma di frequenza. Per fare un esempio, l’orecchio umano è in grado di percepire suoni in un intervallo dai 20 Hz ai 20 kHz; frequenze superiori o inferiori a questa fascia non possono essere percepite dall'uomo. Gli apparati sensoriali di altri animali riescono a percepire una gamma di frequenze diverse dalla nostra; ad esempio le balene ascoltano le frequenze al di sotto dei 20 Hz così come i pipistrelli quelle al di sopra dei 20 kHz. Quel che per noi di norma non esiste, è esistente e significativo per altri esseri animali.

Come per l’udito anche gli altri organi di senso sono predisposti a reagire solo all’interno di una specifica gamma di stimolazione. Raramente però ci soffermiamo a riflettere sulla potenzialità dei nostri sensi e sulle altre infinite possibilità percettive. Si pensi anche solo alla possibilità di alcuni animali di "vedere" il calore, di "vedere i campi magnetici", di "intuire i pensieri del padrone". Anche gli esseri umani, in alcuni casi o in alcune culture, sembrano essere soggetti a percezioni non convenzionali.

La nostra attenzione veicola costantemente le nostre percezioni consentendoci di creare una continuità con le esperienze passate selezionando quindi solo determinate stimolazioni e non altre. Le informazioni, che giungono attraverso i sensi, vengono inserite all’interno di categorie che ci permettono di riconoscere il mondo e la realtà nella quale viviamo. La quotidianità ci appare molto più rassicurante nel momento in cui sappiamo di poter contare sulla costanza delle nostre percezioni. Siamo così abituati a determinate percezioni che ormai non facciamo nemmeno caso alla loro importanza. Basta però un raffreddore che improvvisamente ci rendiamo conto di quanto sia fastidioso, o per lo meno strano, non percepire odori e sapori.

Un raffreddore non è solo un deficit temporaneo del nostro potere di percepire alcune caratteristiche del mondo, è una vera e propria esperienza di percezione di un mondo senza odore e senza sapore. Allo stesso modo, normalmente non siamo in grado di percepire alcun mondo al di fuori di quello che comunemente, e in maniera condivisa, nominiamo e di cui dichiariamo l'esistenza.

I nostri sensi sono il canale attraverso cui facciamo un tipo di esperienza del mondo; peraltro tendiamo normalmente a utilizzarli per confermare ciò che già conosciamo piuttosto che per ampliare la nostra potenziale esperienza del mondo. Risvegliare i sensi è possibile se non necessario: ricercare le potenzialità dei propri sistemi percettivi e riscoprire quelle sensazioni del tutto naturali ma che con il tempo hanno perso la loro intensità è un ottimo modo per conoscere meglio se stessi e rendersi più consapevoli delle proprie risorse.


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